In Italia sono circa 25mila le persone affette da questa malattia. Oggi, grazie a farmaci biologici e nuove terapie mirate, le prospettive di cura sono molto migliorate

Tutte le sere del mese di maggio la facciata del Policlinico Gemelli si è illuminata di magenta per ricordare le patologie eosinofile. Si chiamano così dal nome del colorante che dipinge di rosso cellule, tessuti e una categoria particolare di globuli bianchi, gli eosinofili (etimologicamente, dal greco, “che amano l'aurora”). In queste condizioni, che comprendono un gruppo molto eterogeneo di disturbi (spesso associati ad allergie, asma e dermatiti) e colpiscono in particolare il tratto gastro-intestinale, gli eosinofili – per cause sconosciute – si accumulano in modo anomalo nei tessuti e questo determina uno stato infiammatorio cronico, che porta ad una serie di conseguenze.


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