Aggiornare il linguaggio dell’art. 38 della Costituzione è questione di rispetto. OMaR accende una luce sul dibattito in corso al Senato
Negli ultimi anni l’attenzione al linguaggio corretto è cresciuta in diversi ambiti. In questo contesto, un aspetto centrale è rappresentato dal modo in cui la disabilità è trattata sul piano linguistico e normativo. Tuttavia, nell’articolo 38 della Costituzione, si legge ancora il termine “minorati”, riferito alle persone con disabilità. Una parola che appartiene a un’altra epoca, comprensibile nel contesto storico postbellico in cui fu adottata, ma oggi superata sia nel linguaggio giuridico che dalla sensibilità collettiva. Diverse Proposte di Legge sono state presentate in Parlamento, a partire dal 2024, con l’intento di sostituire questo termine con il più attuale e rispettoso “persone con disabilità”; in Senato è stato avviato l’iter necessario per arrivare ad una legge di riforma costituzionale. Un’azione importante, il segno che esiste una consapevolezza trasversale sul valore del linguaggio istituzionale, e che andrebbe accompagnata e sostenuta con attenzione pubblica e partecipazione civica.
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