Dopo la morte di Mattia Maestri, cosa sappiamo su una malattia rara ma devastante

È morto a 13 anni Mattia Maestri, il bambino di Coredo, in Trentino, che dal 2017 viveva in stato vegetativo permanente. Aveva quattro anni quando, in Val di Non, mangiò un formaggio prodotto con latte crudo contaminato da Escherichia coli. Quel boccone innescò una sindrome emolitico-uremica che gli tolse in poche ore la salute e, di fatto, il futuro. Il padre, Giovanni Battista Maestri, ha annunciato la sua morte lo scorso 2 agosto, dopo nove anni di cure e di battaglie, anche legali.

La vicenda di Mattia non è un caso isolato ed è proprio questo a renderla inquietante. Negli ultimi anni altri bambini, in Italia, sono stati colpiti dalla stessa sindrome dopo aver consumato latticini a latte crudo. C'è chi non ce l'ha fatta e chi porta ancora oggi i segni di un'infezione che in poche ore può travolgere reni, sangue e sistema nervoso. Capire cos'è questa malattia, come si trasmette e perché il latte non pastorizzato è un rischio concreto, soprattutto per i più piccoli, è il primo passo per evitare che altre famiglie vivano lo stesso incubo.


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