Marino Bottà (Andel): “Non gestisce la persona, ma la sostiene nel realizzare il suo progetto di vita come un tempo facevano i passeur”

Non un caso da collocare o una pratica da smistare, ma un lavoratore o aspirante tale con desideri, competenze e progetti professionali. Per una persona con disabilità un impiego significa molto di più di timbrare un cartellino o occupare una scrivania grazie alle quote riservate previste dalla legge, ma spesso il passaggio dalla burocrazia alla persona rimane soltanto teorico. “Fino a oggi la persona disabile è stata un po’ espropriata del suo progetto di vita: era sempre una figura adulta, un tecnico o un familiare, a stabilire cosa fosse meglio per lei”, spiega a OMaR Marino Bottà, presidente di Andel-Agenzia Nazionale Disabilità e Lavoro e coadiutore dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, l’organismo istituito presso la Presidenza del Consiglio per promuovere l’attuazione della Convenzione ONU.


Leggi l'articolo: https://www.osservatoriomalattierare.it/news/attualita/23351-lavoro-arriva-il-disability-job-supporter-la-figura-che-mette-al-centro-il-progetto-di-vita