La Società Italiana di Medicina Generale interviene sul decreto Schillaci: “Case di Comunità al centro, ma servono funzioni chiare, personale, formazione e strumenti adeguati”

Roma - Il decreto sulla riforma della medicina territoriale presentato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci introduce cambiamenti rilevanti nell’organizzazione dell’assistenza primaria, prevedendo un inserimento dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità e la possibilità, su base volontaria, di un passaggio al rapporto di dipendenza con il Servizio sanitario nazionale. Una riforma che, nelle intenzioni del Ministro, dovrebbe rafforzare la sanità territoriale e ridurre la pressione sugli ospedali, ma che, secondo la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), necessita di un inquadramento più ampio e di una visione complessiva del Servizio Sanitario Nazionale.


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