Nella pagella del Ministero della Salute, prevenzione e servizi territoriali migliorano, ma il Sud resta indietro. E per la prima volta si misura chi rinuncia a curarsi. Sulle malattie rare, il divario rischia di allargarsi
C’è un numero che vale la pena tenere a mente: 60. È la soglia della sufficienza, il voto minimo sotto il quale una Regione non può più dirsi in grado di garantire ai suoi cittadini le cure cui hanno diritto. Nel monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) per il 2024, appena concluso dal Ministero della Salute, tre territori restano sotto quella linea: la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano nella prevenzione e la Calabria nell’assistenza sul territorio. Per tutte le altre Regioni, la garanzia è raggiunta in ogni area, ma dietro la promozione collettiva si nasconde un Paese che continua a curare i propri cittadini in modo diseguale.
