L’atleta padovano è ipovedente e convive con due patologie degenerative, un’atrofia ottica e un’ipotonia muscolare. È stato tra i primi in Italia a gareggiare nella categoria B4 del blind tennis
Due malattie rare non sono riuscite a cancellare la passione per lo sport che per lui ha rappresentato da sempre un rifugio rispetto alle difficoltà della vita. Padovano, classe 2003, Ludovico De Checchi è stato pioniere della categoria B4 nel blind tennis, quella dedicata agli ipovedenti lievi, inclusa solo recentemente dalla FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi) nelle competizioni ufficiali. “Sono nato il 23 aprile di quasi 23 anni fa a Padova”, ci tiene a sottolineare Ludovico, raccontando a OMaR la sua storia. “Per molti anni la mia vita è sembrata del tutto normale. Ho vissuto un’infanzia apparentemente uguale a quella dei miei coetanei: feste di compleanno, giochi, sport. Vedevo il mondo a modo mio, senza rendermi conto che quel modo di vedere non fosse lo stesso degli altri. Per me, quella era la normalità”.
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