Un neuroscienziato italiano aveva perso la motivazione e stava per lasciare il suo lavoro, poi tutto è cambiato grazie all’incontro con una bambina affetta da una malattia rara
Ci sono stati momenti in cui Stefano Berto, ricercatore in Neuroscienze alla Medical University of South Carolina di Charleston, ha pensato di mollare. Poi qualcosa è cambiato: non è stata una scoperta improvvisa in laboratorio, ma l’incontro con una bambina. Si chiama Viola, ha un sorriso che apre le porte e convive con una rarissimamutazione nel gene IL1RAPL2, un difetto nel DND che può compromettere lo sviluppo del linguaggio e delle funzioni cognitive. Viola è figlia di uno chef stellato, Antonio Guida, due stelle Michelin al “Seta”, il ristorante dentro al Mandarin Oriental di Milano, e di Luciana. Sono stati proprio loro a cambiare le sorti del percorso scientifico di Berto.
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